sabato, 20 dicembre 2008
*disclaimer*
Come consuetudine, a fine anno è il momento di tirare le somme. Ultimamente ho trascurato il blog, è vero, e il suo destino è tutt'ora incerto. Ma non rinuncerei alla tradizione dei classificoni per niente al mondo, quindi bando alle ciance e cominciamo dagli album.

1. Spiritualized – Songs in A&E.

Per una volta, la lunga attesa non è stata deludente. Il ritorno di Jason Pierce, dopo cinque anni dal’ultimo Amazing disgrace, è di quelli che lasciano il segno. Un album che parla di salvezza, malattia, sopravvivenza, e lo fa con travolgente intensità. È stato mia ancora di salvezza e animale-guida di tutto il 2008, primo posto meritatissimo.

www.spiritualized.com


2. The Raconteurs – Consolers of the lonely.

Se Broken boy soldiers era il prorompente esordio, Consolers of the lonely è la strepitosa conferma: ascoltato fino a impararne a memoria le sfumature. Cantato a squarciagola in macchina, ai concerti, in bagno davanti allo specchio. Jack White e Brendan Benson hanno messo insieme il side project più bello degli ultimi (inserire un numero a piacere) anni.

www.theraconteurs.com

3. Woven Hand – Ten stones.

Forse non tutti sanno che David Eugene Edwards è uno dei migliori songwriters in circolazione. E questa sua ultima fatica non ne è semplicemente la conferma, ma il perfetto incontro tra liriche suggestive e melodie cupe, raffinate, ma anche travolgenti ed insospettabilmente aggressive.

www.wovenhand.com

4. Deerhunter – Microcastle/Weird era cont.

Al loro terzo album i Deerhunter firmano il loro Ok computer. O il loro Kid A, se preferite. O tutti e due insieme, vista la decisione dell’ultim’ora presa dal leader Bradford Cox di raddoppiare la posta in gioco all’uscita di Microcastle affiancandogli Weird era cont. Per sorprendere i fan. Per sorprendere tutti quelli che Microcastle l’avevano scaricato mesi prima dell’uscita ufficiale. E ha funzionato, cazzo.

www.myspace.com/deerhunter

5. Bodies of Water – A certain feeling.

Prendete gli Arcade Fire. Liberateli da quel peso inenarrabile cui sono, nel bene e nel male, legati per la vita. Ora drogateli. Fategli ascoltare i Flaming Lips, Sgt. Pepper’s lonely heart club band, un po’ di Polyphonic Spree. Risciacquate con cura. Et voilà.

www.bodiesofwater.net

6. Primal Scream – Beautiful future.

Il gruppo della vita. Probabilmente amerei Bobbie Gillespie anche se pubblicasse un album dei suoi gargarismi col colluttorio la mattina appena alzato, e di conseguenza non sono la persona più indicata per parlare di questa sua ultima, controversa uscita. Ma non fatevi ingannare dai fondamentalisti: Beautiful future è bello per davvero. Una sfacciata dichiarazione d’amore per il pop più colorato, per le chitarre distorte, per le smaccate contraddizioni. Un futuro luminosissimo ci attende.

www.primalscream.net

7. Okkervil River – The stand-ins.

Su di loro temo di aver già detto tutto. Cosa posso aggiungere ancora senza essere (giustamente) accusata di cieca devozione? L’ultimo album degli Okkervil River non è bello come il precedente, ma ne è parte integrante e complementare. I testi dimostrano ancora una volta la straordinaria maturità compositiva di Will Sheff. La musica, e la passione che emana da ogni singolo accordo, fa degli Okkervil River qualcosa da cui non posso prescindere.

www.okkervilriver.com

8. Portishead – Third.

Senza parole. Come le vignette. No, davvero, cosa si può dire di un album così? Viviamo in un mondo cupo, drammaticamente oppressivo, schiacciati dalle strutture che ci siamo costruiti attorno fino a soffocare. Beth Gibbons è venuta a salvarci.

www.portishead.co.uk

9. The Brian Jonestown Massacre – My bloody underground.

Lo ammetto: ho iniziato ad ascoltare i Brian Jonestown Massacre solo quest’anno, ma il culto di Anton Newcombe ha subito trovato in me una nuova adepta. Di certo non consiglierei a nessuno di iniziare a scoprirli da quest’album, ma il percorso formativo della band californiana, pur nella sua follia, segue un rigore logico inattaccabile. Ed è di una bellezza letale.

www.brianjonestownmassacre.com

10. The Black Angels – Directions to see a ghost.

Nelle ultime settimane ha conquistato un posto speciale nel mio cuore – e in top ten dove ha scavalcato all’ultimo minuto Bonnie Prince Billy e Black Keys. Il rock psichedelico dei Black Angels ti avviluppa come una spirale di melodie sinuose e ipnotiche, per poi restituirti al tran tran quotidiano arricchito di una nuova, mistica consapevolezza. Viaggione.

www.theblackangels.com

Altri dieci:



11. Bonnie ‘Prince’ Billy – Lie down in the light; 12. The Black Keys – Attack & release; 13. R.E.M. – Accelerate; 14. Matt Elliott – Howling songs; 15. Elbow – The seldom seen kid; 16. Tv On the Radio – Dear Science; 17. Vic Chesnutt, Elf Power and the Amorphous – Dark developments; 18. Sun Kil Moon – April; 19. The Magnetic Fields – Distortion; 20. Dead Meadow – Old growth;
postato da: MissVengeance alle ore 20/12/2008 14:24
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categoria:musica, 2008, inutili classifiche