Di questo stiamo parlando, ma andiamo con ordine:
Gomorradi Matteo Garrone
Vincitore a Cannes del premio della giuria (e nel mio cuoricino palpitante di ogni altro possibile premio), è un CAPOLAVORO. Non giriamoci tanto intorno, che di cose da dire ce ne erano tante ma sono state già dette tutte da gente più brava di me (che non linkerò, tanto lo sapete di chi sto parlando). Gomorra è l'incarnazione concreta di tutto quello che il cinema italiano dovrebbe essere, o almeno di come dovrebbe essere per me: una regia intensa e predominante ma mai invadente, una storia di fondo (in questo caso più d'una, e ben venga) carica, capace di annichilire con la propria cinica freddezza, un finale che sembra di annegare in una pozza di cemento come ai bei tempi. I titoli di coda, con le note stranianti composte per l'occasione da Robert del Naja dei Massive Attack, lasciano atterriti sulla poltrona, chiosa perfetta per un film capace di annientare a tal punto: fanculo i paragoni col libro di Saviano (che non ho letto): se Gomorra è un capolavoro lo è per meriti propri, alla faccia de chi ce vò male.
Massive Attack - Herculaneum
Le silence de Lorna (un post che continua da qui)
di Jean-Pierre e Luc Dardenne, è una meraviglia.
Riprende il tema dell'immigrazione, già trattato similmente ne La Promesse, e come nel film che vedeva protagonista il quindicenne Jéremie Réniér anche stavolta ci troviamo di fronte ad un personaggio apparentemente forte, determinato e sicuro delle proprie scelte, di cui conosceremo il progressivo, devastante cambiamento. La vera novità è il modo in cui la storia è raccontata: abituati allo stile sobrio ed essenziale dei fratelli Belgi, si resterà sorpresi di fronte a questa storia carica di pathos, invasa dai suoni e dalla musica quando ci aspetteremmo il consueto assordante silenzio (dEUS, Ghinzu, Girls in Hawaii - praticamente il proseguimento naturale di In Bruges, l'ente culturale ringrazia, le mie orecchie anche). Insomma magari non capisco niente e i Dardenne sono dei traditori caduti nel tranello del cinema mainstream, abbandonando la camera traballona e il vuoto attorno, però ho pianto come una CRETINA (cit.) per tutto il tempo.
Belgians do it better, provare per credere:
dEUS - Instant Street (video)
dEUS - Nothing Really Ends (live)
Ghinzu - Do you read me? (video)
Girls in Hawaii - Found in the Ground (video)

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