Un bacio romantico
(My Blueberry Nights, di Wong Kar Wai)
Di My Blueberry Nights vorrei poter rubare ogni singolo fotogramma, ed usarli tutti per colorare i muri della mia stanza. Le immagini si mescolerebbero - me le immagino tutte impilate con ordine sulla scrivania, buttate poi in terra da un movimento maldestro e riordinate frettolosamente - e finirebbero per raccontare una nuova storia così, disposte senza un ordine preciso sulle pareti della mia camera da letto. Terrei più vicina al cuscino l'immagine di Norah Jones placidamente addormentata con la testa sul bancone, le labbra ancora sporche di gelato e torta ai mirtilli. Subito accanto ci sarebbe la foto di un vaso di vetro pieno di margherite.
Io sul serio non lo so come si faccia a non uscire estasiati, divorati e scossi da un film così, un racconto circolare che, semplicemente, sceglie di percorrere il tragitto più lungo per attraversare la strada.
My Blueberry Nights arriva dritto al cuore con tutta la grazia e la delicatezza proprie di Wong Kar Wai, che culla i suoi personaggi lasciandoli vagare per strade deserte, paesaggi notturni illuminati da insegne al neon e assolate, infinite distese di cielo e montagne brulle.
I timori erano tanti, i pregiudizi anche: l'ingresso a Hollywood del nostro amato poteva segnarne tanto la consacrazione quanto il disastroso fallimento, o peggio ancora la dolorosa sensazione di un tradimento avvenuto. Invece non sbaglia una sola mossa, e in certi momenti sembra quasi di trovarsi di fronte al racconto malinconico di un reduce del Vietnam, quando lo sguardo si perde fra le stradine di periferia di Memphis e di Las Vegas.
Senza mai perdere le proprie cifre stilistiche, Wong Kar Wai si immerge in questi scenari con sapiente consapevolezza, sottolineandone con occhio esperto ogni limite e difetto, mescolandoli alle sue consuete, splendide, incrollabili e fragili femmes fatales giusto per scombinare un po' le carte e vedere che effetto fa. (Natalie Portman e Rachel Weisz qui si dividono i compiti egregiamente, quest'ultima sotto lo sguardo di un dolentissimo e splendido David Strathairn).
E poi Jude Law. Jude law che prepara abbondanti porzioni di torte al mirtillo con gelato, Jude Law spettinato, che scrive centinaia di cartoline identiche, custodisce chiavi per chi forse un giorno tornerà a riprendersele e racconta i suoi segreti nell'incavo di una cornetta telefonica. Finite voi il post, mentre io resto qui con lo sguardo sognante, mentre
The Greatest di Cat Power risuona ininterrottamente nelle orecchie e mi asciugo gli occhi umidi.