Ho dormito poco in questi giorni, sono sempre tornata a casa piuttosto tardi e per misteriose ragioni riguardanti sveglie biologiche impazzite non sono mai riuscita a restare a letto oltre le sette e mezza del mattino. Quindi, rapidamente e sinteticamente, facciamo un bilancio di questa mia prima parte di festa del cinema 2007.
Rendition è un film BRUTTO. Alla fine della proiezione tutti applaudivano commossi, Jake Gyllenhaal sgattaiolava fuori dalla sala ed io non capivo.
C'è questa specie di Nouvelle Vague del male che sta sbocciando da qualche anno a questa parte, di cui fanno parte personaggi come Inarritu, Haggis e Soderbergh, presunti registi impegnati che riescono sempre a reclutare un cast stellare per raccontare storie di denuncia. E che denuncia! Funziona così: si prendono due-tre storie, possibilmente disseminate per il mondo (una delle quali negli Stati Uniti), si uniscono tramite il filo rosso del destino crudele e si fa vedere quanto male c'è su questo bel pianeta. Lo sapevate che esiste una cosa chiamata terrorismo? E che gli americani dopo l'11 Settembre sono diventati paranoici e cattivi? E che la discriminazione razziale è sempre più forte ed implicita nella nostra cultura? Sapevate che in alcuni paesi del mondo (anche i più insospettabili come l'amena repubblica Sudafricana) si pratica ancora la tortura per estrarre informazioni agli indagati? Incredibile, mh?
E c'è ancora gente che ci casca. Nel caso specifico oltretutto la componente "violenta" del film lascia piuttosto spazio a scene che ricordano i momenti peggiori di
Come Te Nessuno Mai, i cattivi hanno personalità e spessore pari a zero, non c'è neanche la speranza di un finale che lasci l'amaro in bocca, che provi non dico a gridare, ma almeno a bisbigliare un po' di vero disdegno. No. Va tutto bene, non preoccupatevi. Ci sarà sempre un Jake Gyllenhaaal americano pronto a rischiare la vita per difendere i vostri diritti.
La trama non ho nemmeno voglia di raccontarla, sul serio. Ma veramente interessa a qualcuno?

Un altro film BRUTTO è
Seta. Il romanzo di Baricco almeno aveva il pregio di essere breve, di giocare delicatamente con sguardi e silenzi e di avere un andamento quasi fiabesco, onirico. Il film di François Girard è lungo, interminabile, annacqua in una brodaglia dolciastra ogni frase, ogni gesto. Fa uso di scenari suggestivi che sembrano presi a caso sfogliando fra le pagine del National Geographic, sceglie due protagonisti totalmente inadeguati, e non è questione di bravura: keira Knightley ce la mette tutta, poverina, mentre Michael Pitt è un bamboccione inespressivo, ma al dilà delle interpretazioni è proprio una questione fisica a non quadrare. Sono due adolescentelli, si lanciano sguardi carichi di ormoni, si baciano e si baciano ancora come i sedicenni sul muretto della scuola ed è veramente troppo per una persona che non voleva andare al cinema a vedere tre metri sopra il cielo. In una frase: lagna inaudita.
Before The Devil Knows You're Dead invece, finalmente, è un film più che gradevole (scriviamo
BELLO così si nota più facilmente). Niente che non si sia già visto nell'ambito del film noir, sia chiaro: c'è una rapina sghemba, ci sono tutte le tragiche conseguenze che questa si porta dietro, ci sono spari e droga e pallottole e mogli adultere e flashback che ci riportano sul luogo del fattaccio almeno tre volte per raccontarci come sono andate le cose dai diversi punti di vista. Sidney Lumet disegna secondo geometrie perfette, le possiamo ammirare nei frequenti cambi di prospettiva, l'entusiasmante e cinica discesa agli inferi di due fratelli, Andy ed Hank, accomunati da un sentimento di crescente disperazione che se all'inizio li spingerà ad ipotizzare una rapina nella gioielleria di famiglia per sanare i propri debiti, finirà come nella miglior tradizione ad esasperarne sempre più le decisioni prese e le catastrofiche dinamiche di causa-effetto.
Ad impreziosire il tutto ci sono Philip Seymour Hoffman (anche
nudo, e devo dire che è stato traumatico) ed Ethan Hawke (anche
nudo, e devo dire che è stato interessante), vere colonne portanti del film con delle interpretazioni a dir poco strepitose: belli e bravi, tutti.