Gira su youtube da qualche giorno il nuovo spot girato da David Lynch per un profumo Gucci. Non è certo la prima volta che il buffo omino si dedica alla pubblicità (ricordo di aver visto qualche tempo fa due suoi bellissimi spot per la playstation 2, quello esilarante col cerbiatto e l'altro inquietantissimo, impregnato dal suo stile più puro e delirante). Ricordavo anche quello delle sigarette, e una favolosa - fa.vo.lo.sa - pubblicità progresso contro l'inquinamento nella città di New York (non ho mai più buttato cartacce in terra, da quando l'ho vista). Poi andando a scavare più a fondo se ne trova una quantità infinita, quasi ingombrante. Altri profumi, caffè in lattina, album di Michael Jackson, automobili, pasta Barilla (!!!). Insomma, se devo dirla tutta fatico a riconoscere in quei filmati lo stesso adorabile omino che alla domanda "Cosa pensa del product placement?" rispondeva candidamente e senza esitazioni "Bullshit!"
Sarà anche vero che un regista capace trasforma lo spot pubblicitario in qualcosa di molto vicino all'arte (Michel Gondry è il primo nome che mi viene in mente, e quello spot della Levi's con le sirene è tutt'ora fra i miei preferiti di sempre); lo so che product placement e advertising non sono la stessa cosa; e capisco anche che se i tuoi film vengono distribuiti sì e no in trenta sale in tutto il mondo ad un certo punto dovrai anche trovare un modo diverso per continuare a finanziarli, ma ci vedo un'incoerenza di fondo che non riesco a spiegarmi. Forse la risposta è già espressa nelle mie obiezioni. Forse devo lasciare che la pubblicità guardi dentro di me. Forse mi faccio troppe seghe mentali.
Ogni altra teoria in merito è sicuramente ben accetta.
Sarà anche vero che un regista capace trasforma lo spot pubblicitario in qualcosa di molto vicino all'arte (Michel Gondry è il primo nome che mi viene in mente, e quello spot della Levi's con le sirene è tutt'ora fra i miei preferiti di sempre); lo so che product placement e advertising non sono la stessa cosa; e capisco anche che se i tuoi film vengono distribuiti sì e no in trenta sale in tutto il mondo ad un certo punto dovrai anche trovare un modo diverso per continuare a finanziarli, ma ci vedo un'incoerenza di fondo che non riesco a spiegarmi. Forse la risposta è già espressa nelle mie obiezioni. Forse devo lasciare che la pubblicità guardi dentro di me. Forse mi faccio troppe seghe mentali.
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postato da: MissVengeance alle ore 29/09/2007 22:17
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Nonostante la lunga lista di avversità (sciopero dei mezzi, code inumane, scene di follia collettiva, cappuccini a tre euro) che hanno infestato questa lunga mattinata, sono lo stesso riuscita ad aggiudicarmi i biglietti per un paio di première all'auditorium in occasione della festa del cinema di Roma (18-28 Ottobre 2007), in vendita da questa mattina alle 11. 







Atonement, il romanzo di Ian McEwan, è forse uno dei libri che conosco meglio. 

