venerdì, 25 maggio 2007

Non ci credo. Non ci voglio credere.

Avevo appena finito di scrivere un lungo, amabile post sui Modest Mouse. Sul fatto che saranno a Roma il 3 Giugno. Sul fatto che we were dead before the ship even sank è un album straordinario, che la presenza di Johnny Marr (ex Smiths) sia una roba da farti tornare la speranza in un futuro migliore, che Isaac Brock ha una voce bellissima e ballonzolante (non saprei spiegarlo meglio) e che Spitting Venom è, senza dubbio, la canzone più bella del duemilasette.
(Ah, e anche che James Mercer degli Shins dovrebbe fare i coretti di ogni canzone mai scritta)

Ora l'ho riscritto, ma si è persa tutta la poesia, l'ìmpegno, l'entusiasmo... vabè. Fate finta che questo sia un post bellissimo e andate a comprare we were dead before the ship even sank. Così, sulla fiducia.

Modest Mouse - Spitting Venom.mp3

postato da: MissVengeance alle ore 25/05/2007 10:32
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categoria:musica
lunedì, 21 maggio 2007

Zodiac, di D. Fincher, 2007

(attenzione: post ad alto tasso di spoiler)

Zodiac è un film eccezionale. Il bellissimo e decadente crollo dell'ideale (se così si può dire) di serial killer radicato nell'immaginario comune. Perché, diciamolo, mr Zodiac è un serial killer della domenica, uno sfigato. Gli identikit che nel corso degli anni hanno cercato di tratteggiarne i lineamenti lo dipingono come un ciccione stempiato e con gli occhiali. Anche i fatti di cronaca parlano chiaro: dei sette tentati omicidi (questo è il numero di casi a lui imputabili con certezza, correggetemi se sbaglio) solo cinque sono andati a segno, perché due delle vittime designate sono riuscite a cavarsela nonostante i colpi ricevuti. Invia lettere ai giornali per destare l'attenzione di un pubblico sempre più ampio, cerca di confondere le acque e spacciarsi per diabolica mente criminale, ma i suoi messaggi cifrati sono poco più che dei banali giochi di enigmistica, che qualunque boy scout sarebbe in grado di risolvere senza troppe difficoltà. Persino il nome ed il simbolo che ha scelto per se' non sono che un banalissimo plagio pubblicitario. Uno schifo, insomma.

La sua fortuna sta nella totale inefficienza burocratica e coordinativa dei vari dipartimenti di polizia coinvolti nel caso ("ma perché non è mai intervenuto l'FBI?" ci siamo chiesti un po' tutti uscendo dal cinema ieri sera), nella crisi di panico collettiva generata in California dai giornali, veri e propri responsabili e creatori del giallo mediatico affascinante, macabro e machiavellico che forse, altrimenti, il caso Zodiac non sarebbe mai stato.
E forse è proprio questa la più grande abilità di Zodiac: far credere a tutti di essere un autentico genio del male, mettere in moto una macchina investigativa enorme e pressoché impossibile da gestire, destinata a crollare lentamente su se' stessa nel giro di qualche anno trascinando con se' le vite e i destini di chi ne aveva fatto parte dedicandosi anima e corpo al caso.


David Fincher è magistrale nell'alternare scene infinite ed estenuanti di ricerche, vicoli ciechi e amare delusioni ad improvvisi lampi di violenza e terrore puro (io quello scantinato me lo sognerò per un mese buono). Riesce dio solo sa come a mantenere le promesse, a non deludere l'hype incontrollata di una schiera di incontentabili cinebloggers, a firmare una pellicola pericolosamente vicina al capolavoro, il tutto partendo da un plot decisamente difficile da gestire con originalità e sentimento.

Ho finito. Ora per favore, che qualcuno dica a Chloë Sevigny che ci ha rotto le balle.


postato da: MissVengeance alle ore 21/05/2007 22:59
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categoria:cinema
lunedì, 21 maggio 2007


Non potevo tenermelo dentro ancora fino a stasera, dovevo dirlo subito. Zodiac è magnifico, e lo diventa sempre più, di ora in ora, da quando l'ho visto. Mi dilungherei in chiacchiere e apprezzamenti, ma otto infinite ore di lavoro mi attendono con urgenza, quindi magari stasera ci riproviamo con più calma, eh.

(Nel frattempo mi è venuta una voglia smisurata di rivedere Memories of Murder.)
postato da: MissVengeance alle ore 21/05/2007 13:02
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categoria:cinema
venerdì, 11 maggio 2007
Così come sono, presa da mille impegni lavorativi e universitari, non ho molto tempo per pensare a qualcosa da dire.
Eccomi quindi trasformata in parassita, che sfrutta l'altrui lavoro e le altrui scoperte:

Junkiepop segnala infatti sul suo blog un bellissimo post in costante (si spera) aggiornamento, ed invito tutti i cineblogger di passaggio a dare un'occhiata alla gustosa lista dei pianisequenza più belli e memorabili della storia del cinema. E ad aggiungerne di nuovi, preferibilmente.
postato da: MissVengeance alle ore 11/05/2007 23:21
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categoria:cinema, robe
mercoledì, 09 maggio 2007
Ho un'innata abilità nell'essere sempre l'ultima a sapere le cose. Per cui forse le conoscevate già. Io però ho appena scoperto queste locandine e sto ridendo moltissimo, così non ho resistito.

"the Something Awful Forum Goons recreate many famous movie posters in the classy tradition of grindhouse cinema"

postato da: MissVengeance alle ore 09/05/2007 12:50
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categoria:cinema, robe
domenica, 06 maggio 2007
Vi capita mai di avere in testa il ricordo nitido di una scena, di un brevissimo flashback, capace di catapultarvi indietro di anni? A me succede molto spesso. Difficilmente focalizzo lunghi episodi della mia infanzia, piuttosto mi sembra di veder scorrere davanti ai miei occhi delle fotografie, immagini poco più che ferme di precisi episodi della mia vita.
Il nome Daniele Luchetti mi riporta all'infanzia. Avevo più o meno sette anni quando sono andata al cinema con entrambi i miei genitori a vedere il portaborse. Non devo averci capito molto, ero piccola, ma ricordo ancora con impressionante precisione la sequenza finale del film, Silvio Orlando che distrugge la macchina, la sala del cinema piccola, con le file di poltrone in discesa verso lo schermo (ero minuscola, odiavo le sale "piatte"), mio padre seduto accanto a me con lo sguardo acceso e visibilmente emozionato.
Sono tornata proprio con lui a vedere Mio Fratello è Figlio Unico. Non sarà difficile immaginare la sottile atmosfera di implicita ritualità che aleggiava ieri pomeriggio mentre, camminando piano, raggiungevamo insieme l'Intrastevere.
Sarà anche per questo che ho amato tanto il film, senza voler togliere meriti a nessuno. Perché, al dilà dei miei nostalgici ricordi, non c'è davvero nulla da rimproverare a questa pellicola deliziosa, che racconta con disillusa ironia e senza tanto vuoti giri di parole l'Italia dei partiti, degli estremismi, della perenne indecisione.
So che a qualcuno non piacerà sentirmelo dire, ma Elio Germano è bravissimo, così come tutto il cast che lo accompagna. L'hanno già detto tutti ormai, ma è sempre bene ricordarlo: Angela Finocchiaro ha trovato la sua vocazione nei ruoli drammatici, e vederla recitare è una gioia per il cuore.
Avrei voluto scrivere qualcosa in più, ma aveva già detto tutto lei, qui e qui.

Faccio notare ai più distratti che proprio qui sotto c'è un altro post fresco di giornata. Non sia mai che proprio questo passi inosservato solo perché ogni tanto ridivento prolifica.
postato da: MissVengeance alle ore 06/05/2007 21:19
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categoria:cinema
domenica, 06 maggio 2007
C'era un post su Mio Fratello è figlio unico, in coda.

Ma poi oggi ho visto I'm a cyborg but that's ok ed ogni altra logica è saltata.
E' bellissimo, incoerente, puro e cristallino come una goccia d'acqua, coloratissimo e vivace, commovente (ma si può, dico io, piangere per un cucchiaio di riso? A ventidue anni? Si, evidentemente.). E' Park, più sfavillante che mai. E forse a differenza di qualcun'altro ho amato il film senza alcuna riserva (forse c'è un po' di lentezza iniziale, ma che importanza ha) perché mi ha sorpreso, stravolgendo e superando le mie aspettative (che dopo aver letto certe cose in effetti erano un po' calate. L'ho sempre detto che l'hype fa male).



Non credo abbia molto senso fare dei paragoni con la precedente trilogia (ne' con nient'altro, a dire il vero) quindi li lascio volentieri ad altri. I am a cyborg but that's ok è bellissimo, davvero bellissimo. La parola c********o mi riservo di usarla più avanti, forse.

(A chi ha già visto il film consiglio caldamente un giretto sul sito ufficiale. Ci sono anche le istruzioni per fare le maschere!)
postato da: MissVengeance alle ore 06/05/2007 17:17
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categoria:cinema, corea, park chan-wook
giovedì, 03 maggio 2007
(Part One: cazzi miei)

Non sono pigra. O perlomeno, non è questo l'unico motivo per cui negli ultimi tempi sono diventata una blogger assenteista. Non sono neppure gli argomenti, a mancare. E' il tempo, l'energia, la pazienza di soffermarmi sulle cose per pensare a come descriverle.
Che dire del lavoro? Mi hanno licenziata. Prima ancora della fine dei miei otto giorni di preavviso ho trovato un nuovo impiego, caduto dal cielo dritto fra le mie braccia proprio come l'altro, anche un pelino più redditizio, con orari più definiti che mi consentiranno (spero) di gestire meglio gli esami e le lezioni all'università.
Certo, se già prima la mia vita notturna era qualcosa di evanescente ed impalpabile ora è davvero ridotta all'osso, ma si fa quel che si può.

(End of part one. Intermission.)

Ad esempio, sabato ho visto gli A Toys Orchestra in concerto (e questo lo dico principalmente per scatenare l'invidia di un giovane cinefilo di cui non posso svelare l'identità), ho incontrato l'oscuro Manuel Agnelli in mezzo alla platea, ormai è come il prezzemolo (dopo tre giorni puzza) ed ho apprezzato molto la performance, pur avendone persa una buona mezz'ora causa forze maggiori.

(End of intermission. Part Two: il film della settimana)

Poi ci sarebbe da parlare di Spiderman, e qui mi blocco. Non ho voglia di leggere le vostre recensioni, sappiatelo(*). Non ho voglia di sentir dire che era una cagata. Lo so, si. Lo so da sola che ha distrutto con fragore il mio cuoricino ricolmo di aspettative (non faceva così schifo in effetti, erano le mie aspettative ad essere troppo alte), lo so che tanti piccoli apprezzabili dettagli (ho paura a dirlo, ma Bruce Campbell è il nuovo John Cleese) non sono sufficienti a tenere in piedi centoquaranta minuti di Peter Parker contro.. già. Contro chi? Perché, diciamo le cose come stanno. Dopo tre film, delle seghe mentali di Peter Parker non ce ne frega più molto. E neppure, oserei dire, delle lunghe scene dell'omino che vola fra i grattacieli appeso ad una ragnatela. Io volevo il sangue. La sfida mortale, il tête à tête. Non quel combattimento finale che puzza di fantastici quattro, quel lungo addio strappalacrime à la "volemose bbbene" esagerato e melodrammatico.
Sono appunto le piccole cose a salvare il film: le brevi scene alla redazione del Daily Bugle, l'esilarante sequenza al ristorante... il resto, senza un unico vero villain, sembra affondare miseramente e senza un briciolo di coordinazione.

(Conclusioni)

Le lascio trarre a voi:




(* Non è vero.)
postato da: MissVengeance alle ore 03/05/2007 23:25
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categoria:cinema, concerti, robe