Come previsto ho speso i miei dieci giorni di pausa leggendo e ascoltando musica, uscendo (poco), mangiando (abbastanza, considerati i miei standard) e guardando dvd a raffica e le repliche estive di qualsiasi telefilm similgiallo, da don Matteo al commissario Rex - ma qui la colpa è dei miei genitori, che passano l'anno a rinnegare qualsiasi immagine in movimento riprodotta su schermo e poi per tutto agosto stanno incollati al televisore.
Ah, e ovviamente ho non studiato nulla, ça va sans dire.

Ora che la pausa è finita, è tempo di rimettersi in marcia. Così domani attraverserò nuovamente l'italia per raggiungere l'areoporto di orio al serio, e poi il Belgio, l'Olanda e ancora il Belgio. E il Pukkelpop. In verità sono ancora stanca, London-addicted (tant'è che già programmo di tornarci in autunno) e piena di pensieri, ma comincio a credere che questo più che uno stato temporaneo sia una vera e propria condizione esistenziale, a cui non mi sono ancora adattata.
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