lunedì, 26 giugno 2006

There's the moon asking to stay
Long enough for the clouds to fly me away
Though it's my time coming, I'm not afraid, afraid to die
My fading voice sings of love,
But she cries to the clicking of time,

Wait in the fire...

C'è qualcosa che non va in me. E con questa frase di una banalità imbarazzante iniziano almeno un paio di post nel blog di ogni adolescente depressa in Italia. Il che mi fa sembrare tutto ancora più sbagliato.

Ok, ricomincio: c'è qualcosa che non va, punto. Forse la combinazione di caldo atroce + studio arretrato + ritorno a casa dalla mia vacanzetta + concerti a cui non potrò andare + altri elementi che ora non mi sovvengono, beh, forse è colpa di tutte queste cose insieme se c'è qualcosa che non va in questi giorni. Fatto sta che non mi sento bene con me stessa, sento che ci sono decisioni che dovrei prendere e impegni da rispettare e che non sto facendo nulla di simile. Fosse per me dormirei da mattina a sera, fino al 25 luglio. Perché il 25 luglio poi dovrei partire per Londra, si, ma ancora non ho nemmeno fatto il biglietto e ora come ora ho poca, pochissima fiducia nell'imminente futuro.

(L'idea di partenza non era quella di scrivere un post intimista/scassamaroni ma poi è andata così. Prendere o lasciare.)

(Avrei potuto parlare del viaggio, ad esempio. Di mirabilandia. Della lotta coi cuscini e di quella con le posate. Dell'albergo a Cesenatico e del concerto in piazza a Cesena. Ma non credo di essere nel mood adatto per rendere onore a quei momenti. Quindi immaginate un mio simbolico inchino, la mano sinistra sul cuore e la destra che impugna una bottiglia di birra, lo sguardo commosso.)

E adesso vado a votare, che è meglio.


edit delle 13:52: questo è per voi, ed è uno dei live più belli di sempre. Sappiate che ho pianto nel finale, vedendolo.


postato da: MissVengeance alle ore 26/06/2006 10:43
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venerdì, 23 giugno 2006

Ho qualcosa come due ore prima di uscire di casa e andare alla stazione ma mi sembrava troppo triste partire senza lasciar scritto nulla di nuovo, senza salutare i miei numerosi fans (?), senza scassarvi la minchia con l'ennesima dritta musicale.

Loro sono i White Rose Movement, e da un mesetto a questa parte li amo incondizionatamente. Sicuramente fra quattro, cinque mesi dirò "chi?" quando li sentirò nominare (ma questo dipende anche dal fatto che ho una memoria di merda, non so se vi era sfuggito questo dettaglio) ma per adesso mi garbano, mi garbano parecchio. Purtroppo lasciato correre un po' troppo tempo prima di presentarveli e adesso manco di originalità avendo scoperto ieri che su flux (o yos, che dir si voglia) li passano in continuazione. E a questo punto era mia ferma intenzione postare qui un loro video preso da youtube, ma il simpatico sito ha deciso di aggiornarsi proprio questa mattina, quindi fate lo sforzo di muovere i vostri ditini sulla tastiera, dopo aver diretto il mouse sulla barra degli indirizzi, e digitare "www.youtube.com" e poi, nel motore di ricerca del sito, il nome del gruppo. Ci sono almeno tre videoclip, quindi sceglietene uno a caso. Ma anche tutti.

Per i più pigri: fanculo youtube, la canzone che state ascoltando in sottofondo è Kick dei suddetti WRM. E se non vi piace la voce del cantante non capite un cazzo. (Si nota che stamattina sono nervosa? Mio dio, quante parolacce ho usato in tre miseri paragrafi?) Beh, si. Insomma. Buon ascolto e buon weekend a tutti. Al mio, nonostante le rosee previsioni, mancherà qualcosa (o meglio, qualcuno) ma farò del mio meglio per eccetera eccetera. Che non ho proprio voglia di piangermi addosso, ora.

< On air: White Rose Movement - Kick >

postato da: MissVengeance alle ore 23/06/2006 08:34
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categoria:musica
mercoledì, 21 giugno 2006

I feel that ice is slowly melting

Un post. Tanto per cambiare canzone, visto che non ho molto da dire. Se non che le mie rosee previsioni sugli esami sono andate un po' a farsi fottere visto che mi è venuta la febbre e negli ultimi due giorni non sono riuscita a studiare niente di niente. Oggi avevo un esame di francese ma non ero proprio nelle condizioni fisiche di presentarmi lì davanti, oltre al fatto che comunque non avevo studiato abbastanza. Invece gli esami di domani (si, due, perché la professoressa di mediazione inglese ha pensato bene di posticipare lo scritto di due giorni, giusto per farlo coincidere con l'orale di inglese) li devo fare per forza, visto che perlomeno non richiedevano chissà quale mole di studio.

Ora basta parlare di università, però. Non c'è niente di più palloso. Meglio pensare che adesso la febbre è scesa, i bruciori di stomaco e simili sono in via d'estinzione e che il 23 parto. Again.
La meta? Cesena. Poi Mirabilandia. Poi Cesenatico. E voglio che siano giorni indimenticabili, miei adorati compagni di viaggio, quindi... datevi da fare!

E adesso, giusto per dare un briciolo di senso a questo post di aggiornamenti, lasciate che le vostre orecchie siano conquistate da qualcosa di meraviglioso - forse non proprio recentissimo, ma decisamente meraviglioso.

< On air: The Beatles - Here comes the sun >

postato da: MissVengeance alle ore 21/06/2006 13:46
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categoria:università
sabato, 17 giugno 2006

Da quando sono tornata a casa, ieri notte verso le due, non faccio altro che pensare a questo post. A cosa scrivere, e come. Che dire del concerto di ieri sera? Se siete in cerca di un reportage dettagliato avete sbagliato posto, perché non sono mai stata capace a scriverne uno neppure per descrivere eventi molto meno emozionanti di questo. E stavolta, figuriamoci, mi sento di poter dire di aver assistito al concerto più bello della mia breve vita. Come faccio a scrivere qualcosa di sensato?
Per cui rinuncio, da subito. Anche solo a descrivere il palco, la gente, il prima e il dopo, tutto: voglio concentrarmi solo su un piccolo istante, dieci minuti di quelle due ore e mezza di meraviglia, i dieci minuti più intensi che abbia mai vissuto.

Immaginate una canzone.
Immaginate una canzone che sentite vostra, con ogni fibra del corpo. Che riesce a farvi tornare il sorriso anche nelle situazioni peggiori, che potreste ascoltare per ore, per giorni interi.

Ora immaginate che quella canzone sia Shine On You Crazy Diamond.

Ho sognato tutta la vita un momento del genere. Quando sul maxischermo dietro al palco è apparsa l'immagine di Syd Barrett mi è sembrato quasi di sentirle una per una, quelle ventimila persone accorse allo Stadio Olimpico per vedere Roger waters, trattenere il fiato un istante. Un applauso lungo un sogno, una voce che, grazie all'acustica perfetta, non veniva minimamente intaccata dal coro della folla. Poi l'assolo di chitarra. Poi il sassofono. E ancora applausi. Io ero lì, seduta e del tutto incapace di compiere qualsiasi azione. Sentivo solo due lacrime scorrermi sulle guance, e non mi era mai successo di piangere ad un concerto. Solo quelle due lacrime, e la musica. Poi ricordo di aver pensato qualcosa di folle come "adesso posso anche morire"

E' buffo, ma ogni volta che mi accade qualcosa di stupendo sento sempre il bisogno di ringraziare qualcuno, qualcosa, tutto ciò che mi ha portato a vivere quel momento. Stavolta quindi, cercando di non scadere nella banalità, i ringraziamenti vanno tutti a Claudia che mi ha praticamente costretta a fare il biglietto per il concerto. Sei la mia eroina, baby. Ti voglio bene.

On air: Pink Floyd - Is there anybody out there?

(dimenticavo: mi devo disintossicare dal computer, per un po'. a presto.)
postato da: MissVengeance alle ore 17/06/2006 18:01
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categoria:musica, concerti
giovedì, 15 giugno 2006

Non volevo continuare a pensarci anche oggi. Non volevo mettermi a guardare tutte quelle foto e ricordare. Invece l'ho fatto, sconsiderata. E ho ritrovato quelle delle nostre mani. Quando quella sera, tutti magnificamente ubriachi ma senza la nausea e tutte quelle altre cose orribili, come raramente succede, ci siamo messi a scrivere prima sulle tovagliette di carta del pub e poi direttamente sulle nostre braccia, l'un l'altro.

 "Amici per sempre" avevo scritto, in un eccesso di infantilismo dovuto alla quantità di alcol presente nel mio sangue. Ma ci credevo. E ora cos'è rimasto?
Non dovevo, non dovevo ricadere in quei ricordi. Non dovevo mettermi ad ascoltare gli incubus e soprattutto non dovevo scrivere questo post. Ma tant'è. A questo punto, tanto vale che ve lo dica chiaro e tondo, così se mai vi dovesse capitare di imbattervi in questo blog, l'attenzione attirata da quelle foto di cinque ragazzi su un muretto di fronte al mare, scoprireste quello che non vi sono mai riuscita a dire:

Vi penso sempre. Sempre

< On air: Incubus - 11 am >

postato da: MissVengeance alle ore 15/06/2006 13:16
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martedì, 13 giugno 2006
"Oh, ma adesso che torno dai concerti a Milano mi chiudo in casa e studio"

All'incirca è questa la frase che ho ripetuto decine di volte la prima settimana di giugno. Adesso siamo sul finire della seconda e ancora non ho combinato quasi un cazzo. Ho quattro esami fra sette giorni e non solo sto qui a cazzeggiare, ma mi riempio di altri improbabili impegni.

Ma andiamo con ordine:

Promesse infrante, parte prima - il cinema: "basta film almeno fino a luglio".
Non ci ho praticamente messo piede per due mesi, che mi costava aspettare ancora un po'? Ma poi è arrivata la rassegna di Cannes, poi c'era Altman e la curiosità per il Codice da Vinci, e Volver che ormai è uscito da quasi un mese e che faccio, non ci vado? Che sarà mai un pomeriggio di studio in meno? (Poi un pomeriggio è diventato un giorno si e uno no, ma queste sono sottigliezze...)

Promesse infrante, parte seconda - la musica: "basta scaricare in continuazione album nuovi".
Oh ecco, ho avuto i miei Muse. Soddisfatta o no, è il momento di una pausa musicale. Ascoltare cd nuovi sembra una sciocchezza ma porta via un sacco di tempo, soprattutto quando i cd in questione sembrano volerti entrare di forza nell'anima. Così eccomi qui, atterrita fra vecchi album rispolverati (come i Cure, o i Red House Painters) e nuovi meravigliosi ascolti (Decemberists, White Rose Movement, Devendra Banhart) che vanamente cerco di conciliare con i saggi di Greimas sull'uso e sulla funzione sociologica dei proverbi.

Promesse infrante, parte terza - i concerti: "i Flaming Lips suonano il 3 luglio. Niente concerti fino a quel giorno".
A quest'ultima affermazione ci avevo creduto, lo giuro. Almeno un pochino. Anche per via delle scarse finanze pensavo di riuscire a resistere a tutto. Poi sono riuscita a convincere mio padre con una facilità quasi imbarazzante a darmi i soldi per Roger Waters, il 16 Giugno. E a quel punto non è che potevo dirgli "No dai papà, scherzavo... non li voglio i soldi per il biglietto, in fondo the dark side of the moon è un album troppo commerciale per i miei gusti, e poi Roger Waters è vecchio e sembra Richard Gere". Nah.

Ho l'impressione che quei quattro esami saranno presto ridotti a tre.

Post scriptum: Fra i film di Cannes, ne ho visto uno giusto ieri sera, El Laberinto del Fauno. Ci tenevo a ringraziare pubblicamente Private_I per la compagnia oltre che per avermi avvisato in tempo che una tale meraviglia sarebbe passata da Roma prima che in qualsiasi altra città italiana. Ma siccome le recensioni io non le so scrivere, vi reindirizzerò alla sua non appena ne posterà una

Post post scriptum: eccola qua!

postato da: MissVengeance alle ore 13/06/2006 15:06
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categoria:musica, cinema
lunedì, 12 giugno 2006

Quante volte mi è successo di ascoltare una canzone e di pensare "sta parlando di me"?

Non è nemmeno questione di megalomania, o egocentrismo. Non si tratta per forza del testo, o meglio, non solo. È più una sensazione, l'impressione che qualcuno sia riuscito a trovare le parole e le note per descrivere con esattezza i sentimenti che sto provando in un dato momento.

Mi succede spesso, forse anche troppo spesso. Ma a volte è più forte del solito. A volte fa quasi male, come adesso. Non riesco a pensare ad altro, ho la mente sigillata. Solo quelle note di basso. Solo quella voce. Ancora, e ancora.

Suddenly I stop
But i know it's too late
I'm lost in a forest
All alone
The girl was never there
It's always the same
I'm running towards nothing
Again and again and again...

< On air: The Cure - A forest >

postato da: MissVengeance alle ore 12/06/2006 17:31
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categoria:musica
sabato, 10 giugno 2006
Ho deciso di cambiare.

Non so nemmeno io perché. Non so perchè adesso e non fra un mese, o un anno fa. So che andava fatto, prima o poi. E Miss Vengeance era il nome più accreditato. Non venitemi a fare storie della serie "ahhh ma come hai potuto!?" "Epperò secondo me era meglio un altro nickname, se proprio dovevi cambiare" e via dicendo. Doveva succedere, punto.

Altro che taglio netto di capelli, qui per me finisce un'era.

Vi abituerete. Mi abituerò.
postato da: MissVengeance alle ore 10/06/2006 16:15
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categoria:robe
venerdì, 09 giugno 2006

Scrivere l'ennesimo post di ringraziamento a tutte le persone con cui sono stata a milano sarebbe banale e inutile (e che cazzo. lo sapete tanto che vi adoro, no?). Scrivere un post sul concerto sarebbe più fruttuoso, maconfesso che non è cosa facile. Perché i muse sono pur sempre i muse. E un loro live è sempre qualcosa di spettacolare. Certo però che sentirli suonare per poco più di un'ora, senza nemmeno una traccia da showbiz, senza nemmeno citizen erased, senza quel coinvolgimento emotivo che ero convinta di trovare, beh, è stata una mezza delusione.

A parte questo, sono distrutta. Adesso mi aspettano quattro orribili esami, e fino a quel giorno non voglio più sentir parlare di treni. Di cinema, al massimo. Si lo so che ho appena detto di dover studiare, ma in questi giorni c'è la rassegna dei film di cannes a roma, perbacco. Qualsiasi consiglio sui film da vedere e quelli da scartare è ben accetto.

Detto ciò, sono troppo stanca per dare al post una degna conclusione. Lascio che siano le foto, con la loro forte carica poetica (...), a parlare da se'.

 

I love you.

< On air: Pink Floyd - Learning to fly >

(per le foto - in ordine di comparizione, grazie a: Matt Bellamy, Dominic Howard, Roland, io, Alfre, Pat, Michele, Elena, Guido, Cris, Fiz)

postato da: asuka84langley alle ore 09/06/2006 14:56
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categoria:musica, concerti
martedì, 06 giugno 2006

Ecco, adesso vorrei bullarmi un po' del mio nuovo template.
Nato per puro caso ieri sera quando, dopo aver preannunciato almeno un paio di volte di andare a dormire o a vedere un film senza poi effettivamente fare niente di tutto ciò, sono rimasta al computer a giocare con photoshop. E con la meravigliosa foto che adesso fa da immagine di sfondo. Tenerla lì nella cartella delle immagini senza alcuna funzione sociale mi sembrava un autentico spreco, non so. Dovevo usarla, per forza.
Lady Vendetta mi manca, e mi manca da morire, ma aveva fatto il suo tempo. Forse tornerà, un giorno (anche se ne dubito perché rmettere un vecchio template mi scazza quasi di più che farne uno nuovo).

Naturalmente anche questo layout fa a pugni con internet explorer, quindi colgo l'occasione per invitare tutti voi, e quando dico tutti intendo tutti, ad usare Mozilla Firefox, che potete facilmente scaricare da qui.

Ah, e poi: un giorno, forse, questo blog avrà una colonna sonora stabile, chissà. O forse non ce l'avrà affatto. Per adesso non rompete le balle e continuate ad ascoltarvi i Beatles, che fa sempre bene.

postato da: asuka84langley alle ore 06/06/2006 10:22
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