There's the moon asking to stay
Long enough for the clouds to fly me away
Though it's my time coming, I'm not afraid, afraid to die
My fading voice sings of love,
But she cries to the clicking of time,
Wait in the fire...
C'è qualcosa che non va in me. E con questa frase di una banalità imbarazzante iniziano almeno un paio di post nel blog di ogni adolescente depressa in Italia. Il che mi fa sembrare tutto ancora più sbagliato.
Ok, ricomincio: c'è qualcosa che non va, punto. Forse la combinazione di caldo atroce + studio arretrato + ritorno a casa dalla mia vacanzetta + concerti a cui non potrò andare + altri elementi che ora non mi sovvengono, beh, forse è colpa di tutte queste cose insieme se c'è qualcosa che non va in questi giorni. Fatto sta che non mi sento bene con me stessa, sento che ci sono decisioni che dovrei prendere e impegni da rispettare e che non sto facendo nulla di simile. Fosse per me dormirei da mattina a sera, fino al 25 luglio. Perché il 25 luglio poi dovrei partire per Londra, si, ma ancora non ho nemmeno fatto il biglietto e ora come ora ho poca, pochissima fiducia nell'imminente futuro.
(L'idea di partenza non era quella di scrivere un post intimista/scassamaroni ma poi è andata così. Prendere o lasciare.)
(Avrei potuto parlare del viaggio, ad esempio. Di mirabilandia. Della lotta coi cuscini e di quella con le posate. Dell'albergo a Cesenatico e del concerto in piazza a Cesena. Ma non credo di essere nel mood adatto per rendere onore a quei momenti. Quindi immaginate un mio simbolico inchino, la mano sinistra sul cuore e la destra che impugna una bottiglia di birra, lo sguardo commosso.)
E adesso vado a votare, che è meglio.
edit delle 13:52: questo è per voi, ed è uno dei live più belli di sempre. Sappiate che ho pianto nel finale, vedendolo.
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