Sono orgogliosa di me. Anzi, dirò di più: sono ben due giorni consecutivi che sono particolarmente orgogliosa di me, del mio impegno che inizia a dare frutti nonostante la stanchezza, nonostante lo stress, nonostante tutto.
Ieri sono arrivata al corso di letteratura angloamericana, appena ripreso dopo le due settimane di sciopero, convinta che avremmo visto un film, e che il giorno successivo, ovvero stamattina, avrei dovuto esporre alla classe una relazione, un analisi sui personaggi e sui temi centrali del genere western. Invece il professore, dopo una breve introduzione, ha detto, come se niente fosse: "bene, non voglio dilungarmi, e rubare tempo alla vostra collega che ha preparato la relazione, quindi le lascio la parola". Io, colta dal panico, ho cercato di fare un rapido punto della situazione. Il libro l'avevo letto, gli argomenti da trattare li avevo decisi, ma non avevo preparato uno straccio di scaletta, di riassunto dei punti focali, un promemoria dei nomi, cose così. Però non potevo sfigurare così davanti a tutti, dire no, scusate, ma non sono pronta, mi metta l'impreparato... ste cose si fanno alle superiori. Così ho preso il coraggio a due mani e ho iniziato a parlare.
Ed è andata benissimo. Il prof mi ha addirttura ringraziato per aver scelto un argomento così interessante per la relazione, gli altri studenti mi hanno chiesto di fotocopiare le pagine del libro su cui mi ero basata... insomma, mi sono sentita un vero Eroe, con tanto di cappello a tesa larga!
Oggi invece a mediazione inglese il professore ci ha dato un brano da tradurre lì in classe, e stavolta sono stata io a farmi avanti. Chissà com'è i professori di mediazione sono tutti uguali... hanno un centinaio di studenti in aula, ma chiamano sempre i quattro o cinque di cui ricordano i nomi. Il che crea un certo disvantaggio per quelli come me che l'anno precedente avevano un altro insegnante. Così l'unica soluzione possibile per dimostrare le proprie capacità e per farsi valere è quello di frasi avanti, di non aspettare che sia il professore a chiamare. Questo immagino che lo abbiano capito tutti, ma per motivi a me ignoti in genere quando l'insegnante chiede se c'è qualcuno che vuole iniziare a leggere la sua traduzione, cala sempre un silenzio di tomba. Così ho alzato la mano ed ho iniziato a leggere. Sembrava molto soddisfatto di quello che avevo scritto, e mi ha fatto proseguire senza interruzioni. Gli unici punti critici che non ero riuscita a risolvere si sono dimostrati punti critici un po' per tutti, il che mi ha incoraggiato. Alla fine, visto che nessuno voleva andare avanti, ha fatto leggere tutto il brano a me.
Devo smetterla di sottovalutarmi. Di credere che so un po' di inglese giusto perché mia madre lo insegna e qualcosina è giunta al mio orecchio. Sono brava, sono davvero brava.
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